gilardi

Chi è Ando Gilardi?!
Figura carismatica e controcorrente della fotografia italiana. A partire dalla seconda metà degli anni settanta, al suo lavoro di fotografo si affiancano studi e testi sulle comunicazioni visive, tra i quali la monumentale “Storia sociale della fotografia” (1976), aggiornata in diverse edizioni, punto cardine della cultura fotografica in Italia.
Gilardi partecipa appassionatamente alla redazione di “Lavoro”, non solo come giornalista ma anche come fotoreporter, per la prima volta in modo ufficiale, dopo i rari fotoservizi per “l’Unità” che sporadicamente avevano illuminato il suo quotidiano lavoro di cronista.
Dal 1952 a “Lavoro”: i successivi dieci anni sono molto intensi. Ando viaggia in tutta l’Italia, da nord a sud; fotografa e racconta vicende e lotte dei lavoratori – operai, minatori, contadini, braccianti – e delle loro famiglie.

Ando Gilardi è nato ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, nel 1921. Ha iniziato ad occuparsi di fotografia nel 1945, subito dopo la seconda guerra mondiale. Per conto di una commissione interalleata, incaricata di raccogliere prove per i processi ai criminali nazi-fascisti, ha restaurato e riprodotto immagini fotografiche. Ha fondato la Fototeca Storica Nazionale, che oggi porta il suo nome. Come giornalista ha lavorato prima al quotidiano “l’Unità”, in seguito ai rotocalchi “Lavoro” e “Vie Nuove”, proseguendo nell’attività di ricerca fotografica. Tra gli anni cinquanta e sessanta, con le sue riprese etnografiche, ha collaborato con Ernesto de Martino (università di Sassari), Tullio Seppilli (università di Perugia) e Diego Carpitella (Istituto etnomusicale dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma). Dal 1962 si dedica esclusivamente alla fotografia. Alla ricerca storica e all’organizzazione di mostre ed esposizioni, affianca la pratica effettiva. Ha partecipato alla ricerca iconografica per la realizzazione delle grandi enciclopedie “Universo” e “Le Muse” e ha collaborato a numerose riviste del settore. È stato per alcuni anni direttore tecnico di “Popular Photography”, edizione italiana, e dal 1969 al 1989 anche co-fondatore e condirettore dei periodici “Photo 13”, “Phototeca”, “Index”, “Storia Infame…”, “Materiali”, presso la redazione della Fototeca Storica Nazionale. Dal 1984 collabora a “Progresso Fotografico” con la rubrica “Libri”. Nel decennio 1977-87 ha collaborato come consulente fotografico e svolto dei corsi per il Ctu Centro televisivo universitario della Statale di Milano, diretto da Giovanni Degli Antoni e successivamente da Patrizia Ghislandi. Negli anni successivi, Gilardi ha diretto la realizzazione di alcuni dei primi libri elettronici interattivi prodotti in Italia (“Ipotesi di corso sulla Fotografia” e “Progetto Giotto”, su videodisco), oltre a “Museum of Museums of Italian Renaissance Art”, realizzato in Giappone. Tra le attività maggiori, va citata anche “La Gioconda di Lvov”, una mostra foto-letteraria itinerante di immagini spontanee e testi relativi alla Shoah, concepita in collaborazione con un affiatato gruppo di storici e di Istituti storici della Resistenza. Trasferitosi da alcuni anni nella sua dimora piemontese, nel paese d’origine dei genitori continua a contribuire agli studi nel campo fotografico attraverso internet. Prosegue infatti nel suo percorso di storico dei procedimenti di fabbricazione delle immagini, sperimentando in prima persona le nuove tecniche di produzione digitale. In questi anni ha anche animato lo spazio espositivo della Biblioteca Civica di Acqui Terme, “La Fabbrica dei Libri”, con l’allestimento di mostre didattico-artistiche a cadenza bimestrale, esperienza conclusasi a fine 2004. Sta attualmente svolgendo una ricerca personale sulle implicazioni artistiche delle tecniche di fotografia digitale, che da gennaio a dicembre 2007 ha esternato in un diario giornaliero, diffuso online attraverso la lista di distribuzione “Amici”. Nell’agosto 2008 ha concepito “TubArt”, il suo canale personale su “YouTube”.